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Esce Per Indulto: Aggredisce La Ex Non è l unico caso!!!
#1
Scritto il 02 August 2006 - 05:32 PM
Udine,54enne ha tentato di strangolarla
Un uomo di 54 anni grazie all'indulto è uscito dal carcere di Udine, dove stava scontando 8 mesi per maltrattamenti a moglie e figli. Poco dopo si è recato a San Daniele del Friuli, dove vive l'ex consorte. L'ha attesa all'angolo della strada dove abita e appena l'ha vista, l'ha aggredita, sbattendole la testa sull'asfalto e cercando di strangolarla. Lei è stata salvata da un romeno, mentre lui è finito in manette.
Carla Milan, 48 anni, deve la vita a quel passante che ha fermato la furia omicida dell'uomo. Nel frattempo, altre persone hanno chiamato i carabinieri della locale stazione e un'ambulanza. Melis è stato arrestato per tentato omicidio. L'ex moglie è stata ricoverata nell'ospedale di San Daniele: sta bene anche se ha riportato numerosi ematomi al capo e alla nuca e ha evidenti segni di tentativo di strangolamento al collo.
Record per due sardi
E' durata solo qualche ora la libertà per due detenuti usciti grazie all'indulto dal carcere di Macomer (Nuoro). Per festeggiare la scarcerazione, alle 18, hanno deciso di entrare in un bar ma, dopo essersi dati all'alcol, hanno attirato l'attenzione di una pattuglia della polizia. Alla richiesta delle generalità gli agenti si sono visti aggredire. Così entrambi sono stati nuovamente arrestati, poco prima delle 23. I due, Massimiliano Formula, di 32 anni, di Sassari, e Raimondo Muntoni, di 28, di Tula, usciti dall'istituto di pena, hanno raggiunto un bar centrale di Macomer, non lontano dal carcere, dove hanno deciso di festeggiare l'evento. Ma dopo le 20, alla vista di un'auto della polizia, avrebbero insultato gli agenti che, scesi dal mezzo, hanno chiesto loro i documenti. Al loro rifiuto è seguito l'invito per un controllo in commissariato.
La reazione è stata violenta con pugni e calci contro gli agenti che ne hanno fermato uno mentre, poco dopo, sono giunti anche i carabinieri che hanno arrestato anche l'altro scarcerato. I due sono stati rinchiusi subito nel penitenziario di Oristano in attesa del processo con rito direttissimo. Per loro l'accusa è di resistenza a pubblico ufficiale, minacce, violenza e danneggiamento. Da record.
A Genova primato sfiorato
E' durata cinque ore e mezzo la libertà riacquistata grazie all'indulto da un uomo di Taranto, uscito alle 22 di martedì dal carcere di Marassi, dove era finito per una serie di furti compiuti in varie città d'Italia, e arrestato alle 3.40 dagli agenti della polfer di Genova per tentato furto. Dopo aver vagato per alcune ore in città, aveva sfondato la vetrata di una pizzeria ed era entrato per rubare. C.L., 45 anni, è stato bloccato dai poliziotti nei pressi della stazione Brignole mentre fuggiva, inseguito da una guardia giurata. Ora è nuovamente in carcere con l'accusa di tentato furto.
Dodici ore a Trieste
Scarcerato grazie all'indulto alle 16 di martedì è tornato in cella dodici ore più tardi, dopo essere stato sorpreso dai carabinieri mentre tentava di rubare un'autovettura: è accaduto la scorsa notte a Trieste, a un pregiudicato, Giampaolo Monteduro, 49 anni. I militari - informa una nota del Comando provinciale dell' Arma - lo hanno sorpreso mentre con un paio di forbici tentava di forzare una Fiat 500 parcheggiata lungo la strada. L' uomo era stato notato armeggiare intorno alla vettura da alcuni residenti, uno dei quali ha chiamato i carabinieri. Ora, è di nuovo in cella.
In carcere a tutti i costi
Uscito dal carcere, vi è subito rientrato per un mandato di cattura internazionale. E' successo a un cittadino serbo, Mirkovic Svetozar, 34enne di Belgrado, uscito dal carcere di Sulmona con altri 17 extracomunitari, tutti sprovvisti di permesso di soggiorno. I poliziotti dell'ufficio stranieri del locale commissariato si sono accorti che l'extracomunitario doveva essere riarrestato per un mandato di cattura internazionale per una rapina compiuta nei mesi scorsi.Per Mirkovic Svetozar si sono riaperte le porte del carcere
questi sono i risultati. che scandalo sta nazione.
Un uomo di 54 anni grazie all'indulto è uscito dal carcere di Udine, dove stava scontando 8 mesi per maltrattamenti a moglie e figli. Poco dopo si è recato a San Daniele del Friuli, dove vive l'ex consorte. L'ha attesa all'angolo della strada dove abita e appena l'ha vista, l'ha aggredita, sbattendole la testa sull'asfalto e cercando di strangolarla. Lei è stata salvata da un romeno, mentre lui è finito in manette.
Carla Milan, 48 anni, deve la vita a quel passante che ha fermato la furia omicida dell'uomo. Nel frattempo, altre persone hanno chiamato i carabinieri della locale stazione e un'ambulanza. Melis è stato arrestato per tentato omicidio. L'ex moglie è stata ricoverata nell'ospedale di San Daniele: sta bene anche se ha riportato numerosi ematomi al capo e alla nuca e ha evidenti segni di tentativo di strangolamento al collo.
Record per due sardi
E' durata solo qualche ora la libertà per due detenuti usciti grazie all'indulto dal carcere di Macomer (Nuoro). Per festeggiare la scarcerazione, alle 18, hanno deciso di entrare in un bar ma, dopo essersi dati all'alcol, hanno attirato l'attenzione di una pattuglia della polizia. Alla richiesta delle generalità gli agenti si sono visti aggredire. Così entrambi sono stati nuovamente arrestati, poco prima delle 23. I due, Massimiliano Formula, di 32 anni, di Sassari, e Raimondo Muntoni, di 28, di Tula, usciti dall'istituto di pena, hanno raggiunto un bar centrale di Macomer, non lontano dal carcere, dove hanno deciso di festeggiare l'evento. Ma dopo le 20, alla vista di un'auto della polizia, avrebbero insultato gli agenti che, scesi dal mezzo, hanno chiesto loro i documenti. Al loro rifiuto è seguito l'invito per un controllo in commissariato.
La reazione è stata violenta con pugni e calci contro gli agenti che ne hanno fermato uno mentre, poco dopo, sono giunti anche i carabinieri che hanno arrestato anche l'altro scarcerato. I due sono stati rinchiusi subito nel penitenziario di Oristano in attesa del processo con rito direttissimo. Per loro l'accusa è di resistenza a pubblico ufficiale, minacce, violenza e danneggiamento. Da record.
A Genova primato sfiorato
E' durata cinque ore e mezzo la libertà riacquistata grazie all'indulto da un uomo di Taranto, uscito alle 22 di martedì dal carcere di Marassi, dove era finito per una serie di furti compiuti in varie città d'Italia, e arrestato alle 3.40 dagli agenti della polfer di Genova per tentato furto. Dopo aver vagato per alcune ore in città, aveva sfondato la vetrata di una pizzeria ed era entrato per rubare. C.L., 45 anni, è stato bloccato dai poliziotti nei pressi della stazione Brignole mentre fuggiva, inseguito da una guardia giurata. Ora è nuovamente in carcere con l'accusa di tentato furto.
Dodici ore a Trieste
Scarcerato grazie all'indulto alle 16 di martedì è tornato in cella dodici ore più tardi, dopo essere stato sorpreso dai carabinieri mentre tentava di rubare un'autovettura: è accaduto la scorsa notte a Trieste, a un pregiudicato, Giampaolo Monteduro, 49 anni. I militari - informa una nota del Comando provinciale dell' Arma - lo hanno sorpreso mentre con un paio di forbici tentava di forzare una Fiat 500 parcheggiata lungo la strada. L' uomo era stato notato armeggiare intorno alla vettura da alcuni residenti, uno dei quali ha chiamato i carabinieri. Ora, è di nuovo in cella.
In carcere a tutti i costi
Uscito dal carcere, vi è subito rientrato per un mandato di cattura internazionale. E' successo a un cittadino serbo, Mirkovic Svetozar, 34enne di Belgrado, uscito dal carcere di Sulmona con altri 17 extracomunitari, tutti sprovvisti di permesso di soggiorno. I poliziotti dell'ufficio stranieri del locale commissariato si sono accorti che l'extracomunitario doveva essere riarrestato per un mandato di cattura internazionale per una rapina compiuta nei mesi scorsi.Per Mirkovic Svetozar si sono riaperte le porte del carcere
questi sono i risultati. che scandalo sta nazione.
#3
Scritto il 04 August 2006 - 10:55 AM
Il lupo perde il pelo,ma non il vizio...
Sarà che son piuttosto duro su certe cose....pensate quello che volete...reintegrare qualcuno in un certo sistema è una cosa....aprire le gabbie credo sia cosa ben differente!!!!!!
Ma,scusate l'ignoranza....ma perchè hanno fatto sta megastronzata di far uscire tutti dal carcere??? Che mi son perso in 40 giorni di isolamento nei VolleyCamp????? <_<
Sarà che son piuttosto duro su certe cose....pensate quello che volete...reintegrare qualcuno in un certo sistema è una cosa....aprire le gabbie credo sia cosa ben differente!!!!!!
Ma,scusate l'ignoranza....ma perchè hanno fatto sta megastronzata di far uscire tutti dal carcere??? Che mi son perso in 40 giorni di isolamento nei VolleyCamp????? <_<
#5
Scritto il 17 August 2006 - 10:47 AM
L'indulto è la più grande offesa che si potesse fare al duro lavoro delle forze dell'ordine!!!!è una vergogna!!!!
senza andare tanto lontano anche a polignano iniziano a farsi sentire gli effetti dell'indulto!!!!CHE SCHIFO!!!!!
Spero si rendano conto della grande ca.....ta che hanno fatto!!!! :angry:
senza andare tanto lontano anche a polignano iniziano a farsi sentire gli effetti dell'indulto!!!!CHE SCHIFO!!!!!
Spero si rendano conto della grande ca.....ta che hanno fatto!!!! :angry:
#8
Scritto il 13 October 2006 - 08:45 AM
VAI PRODI...CONTINUA COSI'!!!! :clapping: :clapping: :clapping:
Uccise moglie, libero per indulto
L'omicidio davanti a figlia di 3 anni
Sei anni fa uccise la moglie davanti alla figlia di 3 anni. Oggi è libero grazie all'indulto. Nel gennaio 2000 la donna aveva avviato le pratiche di separazione dal marito che aveva denunciato per violenza sessuale. Francesco Gussoni, 35 anni, grazie all'indulto, ha lasciato il carcere di Biella nel quale era rinchiuso. L'uomo era stato condannato a 11 anni di reclusione.
L'uomo, inizialmente dichiarato non punibile per totale vizio di mente al momento del delitto, in appello, a Milano, venne condannato a 11 anni di reclusione con il riconoscimento della parziale incapacità di intendere e volere.
Per i familiari di Sonia Di Gregorio, fioraia in un negozio di Morbegno, uccisa a 21 anni, rabbia e sdegno per il provvedimento. Sono stati loro a informare una piccola emittente locale che ha poi diffuso la notizia. "La pena - spiega l'avvocato Enza Mainini che li assiste - è stata assolutamente estinta in virtù della legge dell'indulto, ma ora confido nella decisione del magistrato di sorveglianza di Vercelli affinché nei prossimi giorni applichi la misura di sicurezza della casa di cura di custodia per una durata non inferiore ai tre anni".
I parenti ora temono per la bimba, che all'epoca del delitto aveva soltanto tre anni. Proprio ai familiari della giovane donna era stata affidata dal Tribunale la piccola dopo che il padre omicida aveva perso la patria potestà su iniziativa dei suoceri.
Uccise moglie, libero per indulto
L'omicidio davanti a figlia di 3 anni
Sei anni fa uccise la moglie davanti alla figlia di 3 anni. Oggi è libero grazie all'indulto. Nel gennaio 2000 la donna aveva avviato le pratiche di separazione dal marito che aveva denunciato per violenza sessuale. Francesco Gussoni, 35 anni, grazie all'indulto, ha lasciato il carcere di Biella nel quale era rinchiuso. L'uomo era stato condannato a 11 anni di reclusione.
L'uomo, inizialmente dichiarato non punibile per totale vizio di mente al momento del delitto, in appello, a Milano, venne condannato a 11 anni di reclusione con il riconoscimento della parziale incapacità di intendere e volere.
Per i familiari di Sonia Di Gregorio, fioraia in un negozio di Morbegno, uccisa a 21 anni, rabbia e sdegno per il provvedimento. Sono stati loro a informare una piccola emittente locale che ha poi diffuso la notizia. "La pena - spiega l'avvocato Enza Mainini che li assiste - è stata assolutamente estinta in virtù della legge dell'indulto, ma ora confido nella decisione del magistrato di sorveglianza di Vercelli affinché nei prossimi giorni applichi la misura di sicurezza della casa di cura di custodia per una durata non inferiore ai tre anni".
I parenti ora temono per la bimba, che all'epoca del delitto aveva soltanto tre anni. Proprio ai familiari della giovane donna era stata affidata dal Tribunale la piccola dopo che il padre omicida aveva perso la patria potestà su iniziativa dei suoceri.
#11
Scritto il 17 October 2006 - 03:32 PM
Grazie di tutto questo dobbiamo dirlo a gran parte della classe politica; l'indulto è stato votato oltre che dalla gran parte del centrosinistra al governo -tranne alcuni dei DS e l'italia dei valori di Antonio di Pietro, che sul suo blog ha pubblicato i nomi dei favorevoli-,ma anche da buona parte dell'opposizione di centro-destra, in primis UDC e Forza Italia, tranne diverse personalità di AN...
#16
Scritto il 20 October 2006 - 05:11 PM
Stupro Roma: fermato un uomo
Libero per indulto, abusò di americana
Svolta nelle indagini sullo stupro compiuto a Roma lo scorso 9 ottobre ai danni di una studentessa statunitense. La polizia ha infatti fermato un uomo di 46 anni, Tarquinio Colantoni, perché ritenuto responsabile della violenza. Il fermo dell'uomo, uscito di prigione l'1 agosto grazie all'indulto, è avvenuto nel quartiere di Tor Bella Monaca. Il provvedimento è stato confermato dalla autorità giudiziaria.
Tarquinio Colantoni, residente a Giffoni Sei Casali (Salerno), è stato rintracciato dagli agenti del commissariato Esposizione nell'abitazione del fratello, anch'egli pregiudicato. La ragazza, 20 anni, aveva conosciuto il suo aggressore nella zona di Santa Maria delle Mole mentre attendeva l'autobus e aveva accettato un passaggio in auto. Invece di accompagnarla a destinazione, l'uomo però l'aveva portata in una zona isolata nelle campagne di Trigoria, minacciata con un taglierino, e costretta ad avere rappporti sessuali. Subito dopo, lo strupratore le aveva rubato anche la borsa e il telefono, abbandonandola sul luogo della violenza.
Ed è stato proprio il telefonino sottratto alla vittima a incastrare Colantoni. L'uomo ha inserito una sua sim card nell'apparecchio, ma è stato comunque rintracciato grazie al codice Imei del dispositivo. L'aggressore era in regime di libertà vigilata e all'ora in cui è avvenuta la violenza aveva l'obbligo di non uscire da casa. Per questo motivo, oltre ai reati di sequestro di persona, rapina e violenza sessuale, l'uomo sarà anche denunciato per non aver ottemperato agli obblighi imposti dall'autorità giudiziaria.
ColantonI in passato ha rubato auto e con le quali ha compiuto rapine a danni di prostitute. Non si esclude che nel corso di ulteriori indagini gli investigatori possano contestargli altri episodi di violenza. L'uomo è conosciuto nell'ambiente della tifoseria romanista con il soprannome di "Mazinga". E' lui l'ultrà che anni fa aggredi' l'ex calciatore della Roma Zebina.
Libero per indulto, abusò di americana
Svolta nelle indagini sullo stupro compiuto a Roma lo scorso 9 ottobre ai danni di una studentessa statunitense. La polizia ha infatti fermato un uomo di 46 anni, Tarquinio Colantoni, perché ritenuto responsabile della violenza. Il fermo dell'uomo, uscito di prigione l'1 agosto grazie all'indulto, è avvenuto nel quartiere di Tor Bella Monaca. Il provvedimento è stato confermato dalla autorità giudiziaria.
Tarquinio Colantoni, residente a Giffoni Sei Casali (Salerno), è stato rintracciato dagli agenti del commissariato Esposizione nell'abitazione del fratello, anch'egli pregiudicato. La ragazza, 20 anni, aveva conosciuto il suo aggressore nella zona di Santa Maria delle Mole mentre attendeva l'autobus e aveva accettato un passaggio in auto. Invece di accompagnarla a destinazione, l'uomo però l'aveva portata in una zona isolata nelle campagne di Trigoria, minacciata con un taglierino, e costretta ad avere rappporti sessuali. Subito dopo, lo strupratore le aveva rubato anche la borsa e il telefono, abbandonandola sul luogo della violenza.
Ed è stato proprio il telefonino sottratto alla vittima a incastrare Colantoni. L'uomo ha inserito una sua sim card nell'apparecchio, ma è stato comunque rintracciato grazie al codice Imei del dispositivo. L'aggressore era in regime di libertà vigilata e all'ora in cui è avvenuta la violenza aveva l'obbligo di non uscire da casa. Per questo motivo, oltre ai reati di sequestro di persona, rapina e violenza sessuale, l'uomo sarà anche denunciato per non aver ottemperato agli obblighi imposti dall'autorità giudiziaria.
ColantonI in passato ha rubato auto e con le quali ha compiuto rapine a danni di prostitute. Non si esclude che nel corso di ulteriori indagini gli investigatori possano contestargli altri episodi di violenza. L'uomo è conosciuto nell'ambiente della tifoseria romanista con il soprannome di "Mazinga". E' lui l'ultrà che anni fa aggredi' l'ex calciatore della Roma Zebina.
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